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Un vino fresco per un’estate calda – La temperatura di servizio

Con l’estate che ormai è arrivata e il caldo che si fa sentire, iniziano anche a cambiare le abitudini a tavola. L’estate è la stagione in cui si va a caccia di bevande rinfrescanti, c’è aria di festa, si ha voglia di qualcosa di leggero. Così come a tavola si preferiscono ricette più fresche, anche la maggior parte dei consumatori di vino inizia, in questo periodo, a mettere da parte il vino rosso, in favore di vini bianchi e rosati.

La scelta del vino durante l’estate si basa innanzitutto sulla voglia di una bevanda fresca e leggera. Il vino bianco, vino rosato e gli spumanti hanno quindi la meglio. Ma non dimenticate che ci sono sempre degli ottimi rossi che potranno accompagnare la vostra estate.

 

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Chi ha detto che i vini rossi non possono essere bevuti d’estate?

Quante volte abbiamo sentito dire che il vino rosso va servito a temperatura ambiente? Certo… un rosso magari si può anche servire alla temperatura ambiente. Ma se siamo a Dicembre e ho preso la bottiglia dalla mia cantina. Se la temperatura ambiente è quella di questo periodo – 30/35°C -, dobbiamo cercare di uscire dal pregiudizio, che alcune persone hanno, nei confronti del “frigorifero”. Sembra quasi di urlare al sacrilegio, di compiere un atto eretico, un gesto incauto e poco rispettoso nei confronti di quel vino che in quanto rosso non può varcare la rigida porta del frigo! Un vino rosso, servito fresco (che poi non è altro che la sua temperatura di servizio) è capace di esprimere la sua personalità spigliata, senza mai risultare banale.

Pensate alla freschezza di un Pinot Nero oppure di una Schiava. L’eleganza dei Vini rossi dell’Alto Adige si presta assolutamente per una bevuta estiva. A un vino rosso basta un passaggio in frigorifero per qualche ora (non tutti hanno una cantinetta a temperatura controllata) per portarlo alla sua temperatura di servizio. Il gioco è fatto! 

Di solito si considera ottimale, per i vini rossi, una temperatura di servizio tra i 15 e i 18 gradi centigradi, ma all’aumento della temperatura ambiente e, soprattutto, della temperatura percepita dal nostro corpo, la percezione del sorso cambia. Per servire un calice di rosso a 15°C la bottiglia deve necessariamente uscire pochi prima da un frigorifero o da una cantinetta refrigerata. Calcolate che già solo nel momento del servizio il vino aumenterà la sua temperatura di 2°C/3°C.

Ovviamente questo vale per il primo calice. Lasciare la bottiglia in balia della temperatura ambiente vi fare vivere una delle più sgradevoli esperienze estive, ovvero passare dal primo calice a giusta e fresca temperatura al secondo caldo e “brodoso”. E’ assolutamente consigliato l’utilizzo della “glacette”.

Conclusioni

Un vino servito “caldo”, una volta nel bicchiere non può tornare di certo indietro. Spesso questo comporta che si rimanga con un brutto ricordo di quel vino, un giudizio sbagliato, falsato appunto dalla non corretta temperatura. Se un vino invece, è anche sotto la sua temperatura di servizio, una volta versato avrà modo di aumentare la sua temperatura ed essere apprezzato per la sua eleganza, i suoi profumi e i suoi sapori.

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